Lunedì, 07 marzo 2022

Ucraina: facciamo credere a Putin di aver vinto qualcosa

Intervento del Prof. Riccardo Viale sul Corriere della Sera
bandiera ucraina

Chruscev nel 1962 si trovava in una situazione analoga. Il rischio era la guerra nucleare. La soluzione era creare un contesto in cui Chruscev credesse di avere ottenuto un guadagno e non fargli perdere la faccia. I Kennedy ebbero la geniale idea di smantellare gli obsoleti missili Jupiter dalla Turchia.

Ognuno di noi ha la sua narrativa per capire successi ed errori delle proprie azioni e per orientarsi nel futuro. Queste narrative sono soggette, in genere, a cambiamenti in rapporto ai consigli esterni ed a quello che ci dice la realtà. Gli autocrati, invece, hanno narrative poco permeabili alle critiche esterne e poco sensibili al principio di realtà. Nel loro ottimismo iper razionale ed egocentrico hanno una visione semplificata del futuro e la presunzione di avere il controllo delle variabili di rischio. Con la conseguenza di cocenti delusioni.

Il comportamento di Putin di questi giorni segue questo schema. Impermeabile a qualsiasi critica si è lanciato in una operazione avventuristica che pensava di chiudere in pochi giorni e che invece gli sta dando brutte sorprese. Se prima l’Ucraina era soprattutto una convenzione geopolitica, ora, sul sangue dei suoi martiri e con la resistenza agli invasori, sta emergendo una vera identità nazionale irreversibile. Se prima la Nato era un’alleanza in cerca di autore ora ritrova le ragioni e le motivazioni della sua stessa esistenza e del suo rilancio.

L’Unione Europea ha trovato uno slancio prospettico impensabile tempo fa, rinforzata ida una riscoperta alleanza con gli Stati Uniti e gli altri paesi occidentali. Tutto ciò, collegato al peso delle sanzioni finanziarie, sta erodendo i margini di guadagno che Putin si era illuso di ottenere. Poco alla volta si sta rendendo conto degli svantaggi e del cul de sac in cui si è andato a cacciare. Nel momento in cui ne sarà consapevole si creerà la situazione più pericolosa. Perché? Quando una persona si trova in una situazione di perdita, dopo aver investito molte risorse per il successo della iniziativa, tende a rilanciare un comportamento aggressivo sempre più a rischio dando origine alla tipica escalation irrazionale.

Un autocrate, poi, non può riconoscere la sconfitta perché sa che ciò significherebbe la sua eliminazione da parte del suo stesso entourage. Come insegna la crisi dei missili di Cuba del 1962, Chruscev si trovava in una situazione analoga. Il rischio era la guerra nucleare. La soluzione era creare un contesto in cui Chruscev credesse di avere ottenuto un guadagno, ridurre la sua propensione aggressiva e non fargli perdere la faccia. I Kennedy ebbero la geniale idea di smantellare gli obsoleti missili Jupiter dalla Turchia. Una analoga via di uscita sarà da trovare anche per Putin.

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